Duccio, come è iniziato il tuo rapporto con il dottor Pietro Caltagirone?
Un bel giorno (si parla del marzo 2007, n.d.r.) decido, in maniera del tutto personale, di intervistare Caltagirone con una videocamera. Ero all’ultimo di anno di liceo e stavo raccogliendo materiale per la mia tesina di maturità, il tema era l’etica nella gestione della cosa pubblica.
Perchè hai scelto di cercare proprio da Caltagirone ma teriale per la tua tesina?
Per due motivi. Era un dirigente pubblico di rilievo e inoltre, essendo io a conoscenza di un processo che lo aveva condannato in via defi nitiva proprio per reati contro la pubblica amministrazione, ritenevo che conoscere un suo parere sulla questione dell’etica mi sarebbestato utile.
E lui come ha reagito alla tua richiesta?
Lui ha acconsentito, mi ha in fatti concesso l’intervista nel suo uffi cio a Lecco, gli ho chiesto tra le altre cose se casi come il suo autorizzino a pensare che in Italia esista un problema sull’etica pubblica, lui mi ha espresso rapidamente il suo punto di vista, e l’intervista si è conclusa. Ma è dopo l’intervista che successe qualcosa di notevole.
Racconta.
Il fatto saliente ruota tuto sulla sua reazione. Subito dopo l’in tervista, non mi concede la liberatoria, ossia non mi autorizza a divulgarne i contenuti.
È un suo diritto.
Certamente, e infatti gli ho detto che non c’era alcun problema, ho questo materiale, non lo pubblico, me lo tengo per la mia tesina, e morta lì!
Ma...
Ma esattamente la mattina dopo egli telefona al mio preside, dell’istituto scolastico Grassi, dicendogli guarda che qui è arrivato un tuo studente, dicendo di fare non so quale compito per conto del liceo, prendi provvedimenti perché io potrei citare anche la scuola. Il preside mi convoca e mi invita a smarcare la scuola da ogni respnsabilità, cosa che faccio seduta stante, per iscritto, con mail in conoscenza al dott. Caltagirone. A quel punto, silenzio sulla faccenda, finché...
Finché...
Circa un mese dopo vado, assieme ad alcuni amici con i quali condivido questa mia idea politica dell’etica pubblica, all’ospedale di Lecco, munito di volantini.
Era la prima volta che volantinavi per le strade?
La prima volta, no. La prima volta contro Caltagirone e sull’etica pubblica, sì. Io non ho nulla di personale nei confronti della persona di Caltagirone, è questo che è fondamentale capire; io non provo alcun sentimento nei suoi riguardi, tanto meno di disprezzo o inimicizia, quello che semmai disprezzo è il calpestìo dell’etica pubblica, ossia il principio che egli rappresenta in maniera paradigmatica, e per questo che siamo andati a volantinare.
Dove esattamente?
A un convegno sulla Sanità, presenti Caltagirone e numerose autorità mediche e della politica. Distribuiamo un po’ di volantini, anche al Sindaco, arriva la Digos su richiesta della dirigenza dell’ospedale e ci fa allontanare. Dopo dieci giorni arriva la querela, nei riguardi di Duccio Facchini e Piero Ricca, contestandoci il reato di diffamazione. Pensa che la quere la era addirittura composta di tre querele, è diventato un querelifi cio: tre atti diversi per un fine medesimo. Nel farci causa, l’errore di Caltagirone è stato di confondere una critica politica e nell’interesse del bene comune con un’azione volta a danneggiarlo personalmente.
Quali erano le richieste di caltagirone nei vostri confronti?
Ad esempio ha richiesto il sequestro della mia tesina di maturità, per raccoglierla come strumento probatorio! Pensa con che furore, di quale veemenza è stata la sua reazione; sembra davvero che il dott. Caltagirone non sia mai stato abituato a delle domande! Perché noi gli abbiamo semplicemente rivolto una domanda, questa: hai i requisiti moraliper amministrarci, ce li hai? Perché a me sembrerebbe proprio di no, visti i tuoi trascorsi!
Perché credi che vi abbia denunciati?
Non lo so, forse sostanzialmente per intimidirci. E se può aiutarti a individuare la personalità, posso aggiungere che il dott. Caltagirone ha ritenuto, tramite delibera, di costituire l’opedale parte offesa, per cui le spese legali erano sulle spalle dell’ospedale di Lecco!
Come lo sai?
Loro hanno fornito la delibera con la quale si spiegava tutto questo. L’avvocato dell’ospedale non ha poi richiesto alcuna parcella (grazie, ha perso...), ma questo è secondo me un fatto chiave per capire la personalità di Caltagirone.
Quindi la denuncia non ha avuto seguito?
Fortunatamente, dopo un anno e mezzo di iter processuale il giudice ha ritenuto infondata la denuncia di Pietro Caltagirone.
Cosa sai del rapporto tra Caltagirone e la politica?
Caltagirone gode di larga fi ducia da parte di Forza Italia, appartiene all’ala laica, non ciellina, e gode di una sensibile riconoscenza all’interno della Giunta regionale, motivo per cui nel 2007/2008 Formigoni lo ha promosso come direttore generale della Fondazione San Matteo di Pavia, di cui tutti conosciamo il ruolo strategico in Lombardia.
Sei in grado di raccontarmi dettagli sull’inchiesta che lo ha visto indagato, e poi il processo che lo ha riguardato?
Questo lo si dovrebbe chiedere ai magistrati che hanno istruito il processo. Non era il diritto di cronaca che volevamo esercitare, bensì quello di critica! Non sono costretto a conoscere la rava e la fava di una querela per levare la mia voce, mi basta sapere che le frazioni strumentali del rapporto dei contratti ci sono state, sono state accertate, in nome di una necessità e di una emergenza che non c’erano! E che l’imprenditore Franco Maggiorelli ha perciò benefi ciato della concessione di un appalto alla sua azienda in una maniera del tutto iniqua!
Pensi che questa 'aggiudicazione preferenziale', oltre a ledere il principio etico del merito e quello economico del libero mercato, abbia prodotto anche un danno erariale?
Beh, se tu frazioni un appalto e lo dai a un tuo amico/socio non consentendo una gara regolare e alla luce del sole, mi sembra ovvio che si crei un danno erariale; perché, se fosse stata una gara alla luce del sole avrebbe vinto il miglior offerente. O sbaglio?
Non sai dirmi altro del processo?
So che sono stati usati degli strumenti, tra cui intercettazioni, grazie tra l’altro a Piercamillo Davigo che ha fatto parte del processo di appello, per cui si è acclarato che tutti sapevano che l’appalto non sarebbe andato al miglior offerente, ma a Maggiorelli, in base a questa regoletta fi ttizia, parcellizzare le commissioni in maniera strumentale, dicendo 'abbiamo l’urgenza, affidiamo l’appalto a loro'! Ma ripeto, non è il mio dovere sapere come sono andate le cose, non sono un giornalista né sono un giudice. Noi vogliamo far riflettere le persone su un punto di etica sostanziale. Il nostro richiedere le dimissioni di Caltagirone è volto sostanzialmente a far sì che la gente si accorga di cosa succede all’interno della cosa pubblica, e che l’indignazione civica porti al cambiamento delle leggi che permettono a un pregiudicato per reati contro la pubblica amministrazione di avere ancora un ruolo di dirigente in seno alla stessa, mentre non potrebbero, ad esempio, fare l’infermiere! In effetti una recente legge regionale prevede già che i condannati anche in via non defi nitiva contro reati della pubblica amministrazione non possano diventare manager di un’azienda sanitaria lombarda. Ma tra i reati contemplati da questo provvedimento mancano sia il falso ideologico che l’abuso d’ufficio, ossia proprio i due reati contestati a Calta girone.
Pensi che ci sia un collegamento tra le due cose?
Non lo so.
Come pensi che la gente percepisca questa situazione?
Penso che nel nostro Paese la corruzione morale e il decadimento intellettuale si manifestino anzitutto in una nar cotizzazione delle coscienze: ognuno sa benissimo che Caltagirone non va bene, 'ma tanto è sempre così', 'si sa come vanno queste cose', 'ma tanto lo fa anche la sinistra'... Così non solo rischiamo di giocarci la qualità del servizio, ma cediamo anche del tutto a un’apatia delle cose, quelle piccole cose che non sono regolate dalla carta bollata della Cassazione ma dal buon senso, che quindici anni di italietta berlusconiana ci han fatto perdere, al punto da non distinguere più il legale dall’illegale, il responsabile dall’irresponsabile, da non percepire quanto un Caltagirone direttore generale rappresenti un problema di etica gravissimo, al di là della persona. La sanzione deve esserereputazionale, prima della cartabollata. Se no, anche la legge rischia di essere afona.
Duccio, se ti fosse data la possibilità di partecipare a un dibattito in pubblico assieme a Caltagirone, acconsentiresti?
Assolutamente sì.
Tu fai parte di un movimento civico, Qui Lecco Libera, che ha anche un blog. Cosa ti auguri che nasca da questa tua 'gita fuori porta' nella nostra Pavia?
Mi auguro che anche a Pavia nasca qualcosa non dico contro Caltagirone, ma che senta suo il diritto e l’urgenza di affermare con forza che chi ha danneggiato la cosa pubblica non può governarla.
S. Paru
Pubblicato su Kronstadt 43, 10 dicembre 2008